La chiesa di San Nicola, a pianta circolare, fu edificata nell’ottocento su progetto dell’ingegner Dottorelli. Esternamente si presenta come un volume cilindrico, scandito da lesene, emergente da vari corpi edilizi più bassi che costituiscono gli ambienti annessi all’aula di culto. La parte prospettante verso corso Alessandrini mostra una semplice facciata in mattoni, arricchita da un piccolo portale a edicola con timpano superiore, mentre la parte verso largo San Francesco è caratterizzata dalla presenza di un campanile a vela con due archi e timpano superiore.
Storia
L’attuale chiesa di San Nicola sorge sul sito di edificazione di una chiesa più antica che venne indicata già nel 1822 come in precario stato di conservazione. Successivamente, nel 1843-44 il vescovo Ricciardone ne ordinò la demolizione per scongiurarne il crollo imminente. Nel 1845 iniziò la costruzione della chiesa attuale, su disegno dell’ingegnere Federico Dottorelli.
Localizzazione
La Chiesa di San Nicola sorge in prossimità di Porta San Francesco, lungo il bordo bell’abitato storico, ai piedi del Colle Sacro. Insieme alla cosiddetta Torre Normanna, alla già citata Porta San Francesco e al Palazzo di Teseo Castiglione, offre uno sfondo monumentale alla lunga prospettiva dell’ottocentesco Viale di San Francesco e costituisce l’attuale ingresso monumentale alla città.
Interno
Lo spazio interno, preceduto da un piccolo vestibolo, è concepito come un ambiente unitario e compatto, di dimensioni abbastanza contenute, a pianta perfettamente circolare e coperta a cupola. Le pareti sono decorate con un motivo a pareste ioniche binate che inquadrano nicchie di varie dimensioni mentre, nella parte alta, oltre la cornice continua, si eleva una lascia-attico con finestre. Sopra l’ingresso è presente una piccola cantoria curvilinea raggiungibile da una stretta scala inglobata nello spessore murario. Una particolarità è data dalla presenza di una piccola finestra grigliata, posta sulla parte alta della parete interna a sinistra dell’altare, che collega l’aula liturgica con una stanza dell’attiguo palazzo Rosa-Carassai: un particolare privilegio concesso alla famiglia che poteva seguire le funzioni religiose senza uscire di casa.